via Tor De’ Schiavi, 129 – Roma – Municipio V Installazione del 10 gennaio 2023

GUIDO BORGIONI
Nato 1893
Arrestato 19.12.1943
Deportato MAUTHUSEN
Assassinato HARTHEIM 2.8.1944

Guido Borgioni

1943

A partire dalle giornate successive all’armistizio del settembre 1943 e per i successivi tre mesi dell’occupazione nazifascista della Capitale, i vari gruppi partigiani romani moltiplicano gli attacchi militari contro le truppe tedesche. Le azioni sono talmente numerose ed efficaci da portare il capo della Polizia della Repubblica Sociale Italiana, Tullio Tamburini, a pensare che tutto faccia parte di un piano preordinato dei ribelli presenti in Città. Il 19 dicembre 1943, il questore di Roma Erminio Roselli, seguendo le direttive di Tamburini, invia a tutti i dirigenti dei Commissariati romani un lungo elenco di oppositori politici che il regime sorveglia da anni. E’ una lista di persone da arrestare. Tra coloro che nella stessa giornata finiscono nelle maglie della rete della polizia politica c’è anche Guido Borgioni che vive con la moglie Loreta Lolli in una palazzina di periferia in via Tor De Schiavi 129, a Centocelle.
Guido Borgioni, perugino, classe 1893, è un reduce pluridecorato della Grande Guerra ma anche un ex confinato politico; è annoverato tra gli antifascisti per aver dichiarato in pubblico, nel 1931, frasi sconvenenti contro il Governo fascista. Da allora la questura di Roma lo inserisce in una lista di persone “da arrestare in determinate circostanze”, sorvegliandolo costantemente e aprendo un fascicolo personale a suo nome in cui vengono annotati per oltre dieci anni tutti i suoi spostamenti e atteggiamenti verso il Regime.
Il 23 dicembre 1943, probabilmente non soddisfatto per il numero dei fermi già effettuati e per compiacere i nazisti che occupano Roma, il vicecapo della Polizia della RSI, Eugenio Apollonio, dirama l’ordine di rastrellare anche pregiudicati, sovversivi, disoccupati ed elementi antisociali come risposta alle azioni dei ribelli.
Il 4 gennaio 1944, oltre 300 “indesiderabili”, fra cui anche ebrei, vengono fatti partire dallo scalo Tiburtino verso il campo di concentramento di Mautahusen. A conflitto mondiale terminato, pochissimi sono i superstiti del “Trasporto” a tornare a casa, la maggioranza di loro vengono assassinati in Germania fra cui Guido Borgioni, un abitante di Centocelle.

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