Via Bertoloni, 26/B – Municipio II
ROBERTO LORDI
Nato 1894
Arrestato 17.1.1944
Assassinato 24.3.1944
FOSSE ARDEATINE
Generale della Regia Aeronautica, di anni 49. È nato a Napoli l’11 aprile 1894 da Gregorio Lordi e Rosina D’Antonio. È coniugato con Livia Buglione ed ha un figlio di nome Roberto. Risiede a Roma, nell’attuale quartiere Pinciano, in via Antonio Bertoloni, 26/B. Partecipa alla prima guerra mondiale con il grado di sottotenente del 2° reggimento di artiglieria da montagna, conseguendo una medaglia d’argento e una croce di guerra al valor militare per essersi distinto nelle battaglie del Piave e dell’Isonzo. Appassionato di volo, nel 1916 ottiene la nomina a pilota osservatore e, due anni dopo, prende il brevetto di pilota civile e militare. Nel 1923 lascia l’Esercito per l’Aeronautica e, negli anni seguenti, presta servizio in Libia al comando dei bombardieri veloci. Nel 1933 è inviato in Cina (forse per allontanarlo, in quanto ha espresso dubbi sul fascismo dopo un bombardamento in Africa con l’uso del gas iprite) a capo di una delegazione militare. Durante la missione, Lordi si guadagna la fiducia del Presidente Chiang Kai – Shek, che lo nomina capo di stato maggiore dell’Aeronautica cinese, consentendo, in tal modo, all’Italia di guadagnare importanti commesse, bruciando la concorrenza internazionale. Scala rapidamente i gradi dell’Arma aeronautica fino a diventare, nel 1935, generale di brigata aerea. In quel medesimo anno viene richiamato dalla Cina e posto sotto inchiesta perché ha inviato a Mussolini rapporti sul ritardo dell’aeronautica italiana rispetto a quelle americana e sovietica. Dopo essere stato rinchiuso per tre mesi in una clinica per malati di mente, l’8 giugno 1936 viene collocato a riposo, confinato a Genzano (RM) e sottoposto a vigilanza. Riesce a trovare lavoro presso il Polverificio Stacchini di Roma, dove diviene vice del direttore e compagno d’armi, generale della Regia Aeronautica Sabato Martelli Castaldi.
Dopo l’armistizio con gli Alleati, i due ufficiali tornano ad imbracciare le armi a Porta San Paolo e s’impegnano nella lotta all’esercito occupante, collaborando sia con il Fronte Militare Clandestino, sia con le bande partigiane alle quali forniscono l’esplosivo sottratto dal Polverificio Stacchini e mantenendo i contatti con le Forze alleate. Ben presto i nazisti cominciano a nutrire sospetti su entrambi e il 17 gennaio 1944 si recano al Polverificio per arrestarli. Non rintracciandoli, fanno prigioniero il titolare dell’azienda. A quel punto, per consentire il rilascio di quest’ultimo, Lordi e Martelli Castaldi si presentano alle Autorità germaniche che li rinchiudono entrambi a via Tasso, dove vengono pesantemente torturati. Il 24 marzo 1944 è nella lista di Kappler tra i detenuti a disposizione dell’Aussen – Kommando, sotto inchiesta di polizia. È stato insignito della medaglia d’oro al valor militare alla memoria.
Maurizio Rocco Lazzari
(dati tratti da M. Avagliano, M. Palmieri, Le vite spezzate delle Fosse Ardeatine, Einaudi, Torino, 2024)
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