Via Catalana 5 – Roma – Municipio I – Installazione del 12/1/2011

ANGELO CITONI
NATO 1873
ARRESTATO 16.10.1943
DEPORTATO
AUSHWITZ
ASSASSINATO il 23.10.1943

Biografia di Angelo Citoni
Angelo Citoni
Deportato il 16 ottobre 1943, da via Catalana n. 5, all’età di 70 anni. Padre di 5 figli (2 maschi e 3 femmine), era rimasto vedovo da molto tempo (la moglie morta a soli 40 anni).
Era in pensione e aveva lavorato come antiquario nel suo negozio di via Monte Brianzo.
Il 16 ottobre non aveva voluto lasciare la sua casa perché riteneva che, ormai vecchio e sofferente, sarebbe stato risparmiato dai tedeschi; era convinto che la deportazione fosse finalizzata solo al lavoro coatto.
Quella mattina con lui c’era uno dei figli che, fortunatamente, era riuscito ad allontanarsi dal portone senza farsi prendere, i suoi bambini si erano salvati nascondendosi sotto il letto della portiera del palazzo. Questa donna molto coraggiosa aveva tentato di salvare anche Angelo Citoni sostenendo che l’appartamento era vuoto. Invece quando i tedeschi hanno suonato alla porta e il Citoni ha aperto non c’è stata più possibilità di salvezza, mentre lei è stata minacciata ed ha rischiato la vita.
L’altro figlio aveva cercato di mettere in guardia tutta la famiglia sui rischi che correva la comunità romana dopo l’occupazione nazista, ma non era stato molto ascoltato: i più ritenevano che non ci fosse un reale pericolo. In ogni caso lui, che con la famiglia non abitava più a via Catalana, aveva trovato ospitalità presso l’ospedale Fatebenefratelli dell’isola Tiberina. Qui il frate Priore aveva organizzato, nella corsia del pianoterra, un luogo per proteggere ebrei e perseguitati. Un reparto dove nessuno poteva entrare perché – si diceva – era destinato ai malati contagiosi.
Le altre tre figlie di Angelo Citoni si sono salvate dalla deportazione trovando un rifugio sicuro fuori Roma.
Il contributo della classe II F del Liceo Ginnasio E. Q. Visconti di Roma
Le ragazze ed i ragazzi della classe II F del Liceo Visconti hanno provato a dar voce e corpo di adolescenti ai bambini ed alle bambine deportati da Roma, a partire dall’autunno del 1943.
Dal punto di vista storico si è trattato di ricercare dati e immagini sugli e negli archivi cartacei e visivi. Dal punto di vista didattico di avvicinare singole persone di ieri, con storie ed identità differenti, a singole persone di oggi, gli studenti, che hanno avuto la possibilità di investigare un periodo storico con un viso davanti agli occhi e riportare categorie, concetti e strumenti di analisi a profili personali non sovrapponibili, inequivocabili, indimenticabili. Dal punto di vista umano si è tentato di ricreare una comunità di affetti e di condivisione emotiva e razionale insieme perché la Storia e le storie continuino ad intrecciarsi.
Tiziana Lombardi
docente di Storia e Filosofia
Liceo Visconti Roma

Posizione su Mappa