Via Guglielmo Saliceto, 4 – Roma – Municipio II

AUGUSTO CAPON
Nato 1872
Arrestato 16.10.1943
Deportato AUSCHWITZN
Assassinato 23.10.194

ph. Prof. Antonio Fiorenza –
Eleonora Baiocco
Istituto di Istruzione Superiore Statale
Cine-tv Roberto Rossellini

Ricordo di Augusto Capon

Augusto Capon
Nasce nel 1872 a Venezia, ultimo di undici tra fratelli e sorelle, da Abramo, commerciante di canapa, e Sara Nina Levi; “una distinta famiglia israelita, tradizionalmente italianissima ed altamente patriottica”; è cugino primo di Amelia Rosselli, madre dei fratelli Rosselli Nello e Carlo nonché di Carlo Pincherle, padre dello scrittore Alberto Moravia. Trascorre l’infanzia e l’adolescenza a Venezia, “nella bella casa del caratteristico tipo veneziano sulla Fondamenta della Misericordia”.
Dopo il ginnasio frequenta l’Accademia navale di Livorno negli anni 1886 – 1891. Ne esce col grado di Guardiamarina e da allora fino al collocamento a riposo si dedica al servizio nella Regia Marina con tutto il suo impegno e patriottismo.
Nel 1893 è promosso Sottotenente di Vascello; negli anni seguenti partecipa a varie missioni/campagne nell’Egeo, a Creta, nel Mar Rosso e Oceano Indiano e anche in Estremo Oriente sul Vespucci.
Nel 1905 sposa Costanza Romanelli; la famiglia si stabilisce a Roma, nascono 4 figli: Anna, Laura, Paola e Alessandro. Laura sposerà il fisico Enrico Fermi.
Partecipa alla guerra Italo-Turca al comando di una squadriglia di torpediniere con compito di pattugliamento delle coste libiche. Nel 1913 è promosso Capitano di Fregata.
Durante la prima guerra mondiale è impegnato in varie operazioni navali nell’Adriatico, esposto più volte ad attacchi aerei nemici riceve la Croce al merito di guerra con la seguente motivazione: “Comandante di esploratore eseguiva nel basso ed alto Adriatico numerose missioni di guerra dando prova in ogni circostanza di sereno ardimento, perizia e belle virtù militari”.
Dal maggio 1918 al maggio 1919 dirige l’Ufficio Informazioni (Controspionaggio) della Marina; nel volume “Da Trieste a Valona” (1918), sotto lo pseudonimo Adriacus, sostiene l’importanza della presenza navale italiana nel mare Adriatico a difesa dell’interesse nazionale.
Nel 1919-1921 al comando della corazzata Roma accompagna il Duca d’Aosta in una lunga missione diplomatica in Sud-America. Nel 1923 lascia il servizio attivo col grado di contrammiraglio.
Successivamente ricopre vari incarichi tra i quali: Consigliere del Lloyd Triestino, Presidente della “Società Anonima Italiana Esplosivi e Munizioni” (S.I.E.M.), Presidente della Società di Tutela dei Turisti, Vicepresidente per la Marina dell’Unione Nazionale Ufficiali in Congedo d’Italia (U.N.U.C.I.).
Nel 1931 viene nominato Ammiraglio di squadra, ma gli anni ’30 sono rattristati dal declino della salute che lo costringe a ridurre le sue attività e dalla perdita dell’amata moglie (1935).
Nel 1938, a seguito delle leggi razziali, essendo di religione ebraica, è cancellato dai ruoli della riserva. Nonostante ciò, per amor di patria e fedeltà alla monarchia, continua a mantenere la sua adesione al regime.
Il 16 ottobre 1943, benchè messo sull’avviso, rifiuta di nascondersi per evitare le SS, sia perché semiparalitico sia confidando nel prestigio del grado e dell’uniforme. Viene quindi arrestato e successivamente deportato ad Auschwitz, dove perisce subito al suo arrivo il 23 ottobre 1943.
Ha lasciato un volume di memorie (PRO PATRIA – note autobiografiche dedicate ai miei figli) dove ripercorre la sua vita; principalmente dedicato alla narrazione degli anni di servizio nella Regia Marina, ma che riporta anche le sue addolorate riflessioni sulle vicende dell’Italia in guerra fino alle ultime drammatiche giornate dell’autunno 1943.

Giorgio Capon

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