Via Luciano Manara, 21 – Roma – Municipio I

BENEDETTO DI SEGNI
Nato 1911
Arrestato 04.02.1944
Deportato AUSCHWITZ
Liberato

Ricordo di Benedetto Di Segni

Roma 29/05/2019
Caro Nonno Benedetto, il giorno che inviai la richiesta per la pietra d’inciampo per te, papà, tuo figlio, era felice ed emozionato di ricordati e commemorarti.
Grazie ai suoi racconti sono riuscita a sapere cose di te incredibili e terribili.
Mi raccontò che una volta tornato da quell’inferno, tu non raccontasti MAI nulla.
Mi raccontò che rimase sempre incredulo di come, al tuo rientro, nonostante fosse inverno, tu girassi in maniche corte, o di quando esausto per il pianto di uno dei suoi fratellini tu lo presi per un braccio e tentasti di buttarlo giù da un ponte.
Mi raccontò di quanto, ogni volta, ripensando ai campi di sterminio gli si spezzava il cuore pensando a te, dimagrito,denudato della tua anima.
Mi raccontò di quanto fosse orgoglioso di essere tuo figlio, e di quanto tu sia stato un modello, per tutte le difficoltà incontrate nella sua vita.
Mi raccontò di quanto amava la sua mamma, Ines, tua moglie, che ha sempre sperato in un tuo ritorno, e di come ti è stata accanto al tuo rientro, prendendosi cura di un marito che per le sofferenze inflitte pesava solo 35 kg.
Mi raccontò di quanto nonostante la tua sofferenza, i tuoi terribili patimenti, hai fatto capire a lui e ai suoi fratelli, Angelo, Giuliana,Ada e Franco, che Nessuno deve toglierti la dignità di uomo, di persona, di essere umano.
Caro Nonno, papà, raccontò tutto questo anche ai miei figli, Daniel e Nicolò, i suoi adorati nipoti.
Sono stati proprio loro che durante una trasmissione di Alberto Angela sui campi di sterminio, desiderosi di cercare altre notizie su te, hanno trovato un documento che ti riguardava, una tua dichiarazione rilasciata al tuo rientro, dove in maniera giornalistica raccontavi con quale convoglio eri partito , dove sei stato e quali erano state le tue mansioni.
Mi ricordo che quando lo leggemmo a papà aveva la voce strozzata, e gli occhi lucidi, non sapeva dell’esistenza di quel documento, ed ovviamente nulla sapeva su quello che avevi comunicato.

Oggi 29 maggio 2019, tuo figlio Emanuele, Mio padre, il nonno di Daniel e Nicolò non è più con Noi , il 14 aprile improvvisamente ti ha raggiunto, lasciando in NOI un vuoto enorme, una sofferenza indescrivibile.
Oggi 29 maggio avrebbe compiuto 80 anni , e non voglio scrivere del suo compleanno con rammarico, ma con un sorriso, affinché chi legge possa mentalmente mandargli tanti auguri e tante benedizioni.
Caro Nonno e caro Papà è doveroso continuare a raccontare attraverso la mia voce e quella dei miei figli quanto di atroce e’ accaduto e mai più dovrà accadere.
L’antisemitismo c’e’ , velato ma c’e’, ancora più pericoloso se vogliamo.
Dopo le giornate della memoria celebrate a scuola, si dovrebbe chiedere ai ragazzi quanti di loro non hanno mai fatto battute sull’essere ebreo e sui campi di sterminio. Non sono battute innocue come qualcuno giustifica.
Andiamo diritti al problema, inutile nasconderci, facciamo uscire il BUONO ed il CATTIVO che c’e’ in ognuno di noi.
Ciao Nonno, che questa pietra d’inciampo possa essere una goccia in un oceano per un mondo migliore, iniziando ad insegnare amore proprio nella famiglia d’origine, così come hai fatto tu con papà , lui con me, ed io con i miei figli . Coltiviamo i nostri figli, il nostro orgoglioso futuro.
MAI PIU’

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Tiziana, figlia di Emanuele, nipote di Benedetto Di Segni

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