Installazione del 10 gennaio 2012
CESARE DI CONSIGLIO
NATO 1912
ARRESTATO 21.3.1944
ASSASSINATO 24.3.1944
FOSSE ARDEATINE
ADA DI CONSIGLIO
NATA 1937
ARRESTATA 16.10.1943
DEPORTATA
AUSCHWITZ
ASSASSINATA 23.10.1943
MIRELLA DI CONSIGLIO
NATA 1942
ARRESTATA 16.10.1943
DEPORTATA
AUSCHWITZ
ASSASSINATA 23.10.1943
CELESTE VIVANTI
NATA 1906
ARRESTATA 16.10.1943
DEPORTATA
AUSCHWITZ
ASSASSINATA 23.10.1943
MARCO DI CONSIGLIO
NATO 1939
ARRESTATO 16.10.1943
DEPORTATO
AUSCHWITZ
ASSASSINATO 23.10.1943
La famiglia Di Consiglio. Una storia tragica
E’ una famiglia particolarmente sfortunata quella di Mosè e Orabona Di Consiglio. Hanno dieci figli, tra i quali Ester, la madre di Giulia Spizzichino: è quest’ultima che ora sostiene sulle sue spalle il testimone della loro terribile storia.
Il figlio maggiore di Mosè, Salomone detto Pacifico, vive a San Lorenzo, ma la casa viene distrutta dal bombardamento del 19 luglio, così si sposta – con la moglie Gemma Di Tivoli ed i loro nove figli – in via Madonna dei Monti, dove vivevano e avevano il negozio i suoi genitori.
Dopo il 16 ottobre, la famiglia di Giulia si nasconde in via Guido Reni, ma a causa di uno strano episodio con un ufficiale nazista, si sposta dalla zia Gemma al Rione Monti, di fronte ai nonni.
Invece, nella notte tra il 15 e il 16 ottobre, le due nuore di Mosè, Celeste ed Enrica con i loro bambini si erano fermate a dormire a casa delle rispettive madri in piazza Giudia e vengono prese nella razzia. Due giorni dopo, con gli altri oltre mille ebrei romani, sono mandati a Auschwitz; Celeste e i bambini verranno uccisi all’arrivo, Enrica sopravvive alla selezione, ma morirà poi in luogo e data ignoti.
I mariti Cesare e Graziano si salvano dalla razzia del ghetto, ma non sono poi risparmiati: Cesare sarà ucciso alle Fosse Ardeatine mentre Graziano, preso per strada, si ritrova a Fossoli con il resto della famiglia, arrestata su delazione il 21 marzo del 1944. I sei uomini, Mosè, Franco, Marco, Santoro e Salomone Di Consiglio con Angelo Di Castro, marito dell’altra figlia, Clara finiscono anche loro alle Fosse Ardeatine. L’altro zio di Giulia, Leonello, marito della zia Gemma, viene preso a maggio.
Il 21 marzo la famiglia Spizzichino si salva per miracolo, grazie alla prontezza del padre di Giulia, Cesare: abitano lì di fronte e assistono all’arresto degli altri, la sorellina di Giulia, Valeria di otto anni, che al momento dell’arresto si trovava dai nonni, si salva grazie al falso nome.
Il delatore è stato individuato e ha subito un processo dopo la guerra.
Giulia è stata fra i più attivi tra i familiari delle vittime delle Fosse Ardeatine al processo Priebke.