Via della Verità, 19 – Viterbo
EMANUELE VITTORIO ANTICOLI
Nato 1885
Arrestato 3.3.1944
Deportato AUSCHWITZ
Assassinato 23.5.1944
LETIZIA ANTICOLI
Nata 1914
Arrestata 2.12.1943
Deportata AUSCHWITZ
Morta MAUTHAUSEN 12.5.1945
ANGELO DI PORTO
Nato 1909
Arrestato 2.12.1943
Deportato AUSCHWITZ
Morto IN LUOGO IGNOTO dopo il 22.1.1945
Le pietre d’inciampo per EMANUELE VITTORIO ANTICOLI, LETIZIA ANTICOLI, ANGELO DI PORTO, installate l’8 Gennaio 2015 a Viterbo, sono state richieste dall’Università degli Studi della Tuscia – DISTU (Dipartimento di studi linguistico-letterari, storico-filosofici e giuridici)/DISBEC (Dipartimento di Scienze dei Beni Culturali) in accordo con il nipote Angelo Di Porto, a cura della dott.ssa Elisa Guida.
Angelo Di Porto e Letizia Anticoli abitavano a Viterbo, in via della Verità,19, insieme ai genitori di lei, Emanuele Vittorio e Reale Di Veroli e al figlio Silvano, nato nel 1937.
Avevano una piccola merceria. Quando genitori e nonni vennero arrestati il 2 dicembre 1943 (in seguito all’Ordinanza di Polizia n. 5 del 30 novembre 1943) e condotti al carcere di Santa Maria in Gradi, Silvano fu salvato dalla giovane Rita Orlandi (poi sposata Corbucci; 1926-2006) che lo tenne con sé fino alla fine della guerra. Per questo, nel 2019, alcuni anni dopo la sua morte, le è stata conferita l’onorificenza di “Giusto fra le Nazioni” da Yad Vashem (https://collections.yadvashem.org/en/righteous/13334839).
Non si conosce il motivo per cui Emanuele Vittorio viene scarcerato nel gennaio del ’44, forse per motivi di età. Si nasconde a Roma, ma viene poi arrestato nel mese di marzo.
Il 22 marzo 1944, Angelo, Letizia e Reale sono destinati al campo di transito di Fossoli. Mentre sta salendo sul camion, Reale cade, probabilmente perde conoscenza, la credono morta o gravemente ferita. Si salva così dalla deportazione.
Angelo e Letizia sono deportati da Fossoli ad Auschwitz-Birkenau con il trasporto 9 del 5 aprile, sono entrambi immatricolati; Letizia muore a Mauthausen subito dopo la liberazione del campo, Angelo poco prima della liberazione di Auschwitz. Emanuele Vittorio parte con il convoglio 10 del 16 maggio e viene ucciso all’arrivo il 23 maggio.
Silvano (1937-1998), rimasto solo, dopo la guerra viene accolto dall’Orfanotrofio Israelitico Pitigliani.
Il figlio Angelo conserva oggi questa memoria.
G. B. Sguario, Viterbo-Auschwitz solo andata. La triste storia di tre ebrei viterbesi, in: Biblioteca e società, rivista del Consorzio per la gestione delle biblioteche comunale degli Ardenti e provinciale Anselmo Anselmi di Viterbo , n. 3-4, 1999, pp 11-14
Sorgente di vita: https://www.raiplay.it/video/2015/02/Davanti-al-portone-Pietre-dinciampo-2aca2c8e-3aeb-411a-8737-2ac006962e18.html
Testo di Sandra Terracina.
Il materiale fotografico e bibliografico è presente in copia nell’archivio dell’Orfanotrofio Israelitico Italiano, G. e V. Pitigliani di Roma.
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