Via del Portico d’Ottavia, 9 – Roma – Municipio I
ENRICO PAVONCELLO
Nato 1912
Arrestato 16.10.1943
Deportato AUSCHWITZ
Assassinato
ESTERINA DI VEROLI
Nata 1912
Arrestata 16.10.1943
Deportata AUSCHWITZ
Assassinata
GIUDITTA PAVONCELLO
Nata 1937
Arrestata 16.10.1943
Deportata AUSCHWITZ
Assassinata 23.10.1943
CESARE PAVONCELLO
Nata 1942
Arrestato 16.10.1943
Deportato AUSCHWITZ
Assassinat0 23.10.1943
LELLO DI SEGNI
Nato 1926
Arrestato 16.10.1943
Deportato AUSCHWITZ
Liberato
Ricordo di Lello Di Segni
RICORDO DI LELLO DI SEGNI
Lello Di Segni è nato a Roma il 4 novembre 1926, è figlio di Cesare (1899-1978), venditore ambulante, e di Enrica Zarfati (1902-1943). A causa delle pessime condizioni economiche familiari dovute alla perdita della licenza del padre, pur giovanissimo è costretto a contribuire al sostentamento dell’intera famiglia.
Il 16 ottobre 1943 viene catturato con tutto il nucleo familiare: la madre, il padre, la nonna, Celestina Di Veroli (1872-1943), e i tre fratelli minori, Angelo (1930-1943), Mario (1935-1943) e Graziella (1938-1943).
A Birkenau, solo lui col padre supera la selezione: è immesso nel campo per il lavoro schiavo e immatricolato con il numero 158526.
Lello, tuttavia, rimane pochissimo tempo col padre: viene quasi subito trasferito nel Lager istituito a Varsavia sulle rovine del ghetto.
Qui per mesi è costretto a un durissimo lavoro di scavi tra le macerie. Nell’estate del 1944 è trasferito ad Allach, un sottocampo di Dachau, dove viene assegnato al lavoro in una fabbrica di motori. Vede la liberazione da parte degli americani a Dachau nell’aprile del 1945.
Il 10 giugno fa ritorno a Roma, dove contro ogni previsione ritrova il padre Cesare: il loro, infatti, è uno dei rarissimi casi di sopravvivenza di padre e figlio dalla deportazione ad Auschwitz. Nel dopoguerra esercita la professione di venditore ambulante, si sposa con Silvia Tagliacozzo e ha un figlio, Roberto. Apre un negozio di abbigliamento intimo, che tiene fino alla pensione. All’inizio degli anni ’90 decide di raccontare al mondo la tragedia della razzia e della deportazione.
Nel 2008 esce il suo volume di testimonianza: Buono sogno sia lo mio, a cura di Edoardo Gaj. Rimasto ultimo sopravvissuto del 16 ottobre, si spegne a Roma il 26 ottobre 2018, all’età di 92 anni, circondato dall’affetto dei suoi cari, della moglie, del figlio e del nipotino Daniel.