Via Della Marranella, 120 – Municipio V

RAFFAELE AVERSA
Nato 1906
Arrestato 23.1.1944
Assassinato 24.3.1944
FOSSE ARDEATINE

Raffaele Aversa, il capitano dell’Arma dei Carabinieri che arrestò Mussolini
Nacque a Labico il 2 settembre 1906. Il padre, Alfonso, è comandante della stazione dei carabinieri del suo paese natale. Il padre e la mamma Mariangela Aquino sono originari di Atripalda, un comune in provincia di Avellino, paese dove visse la sua infanzia, frequentando il liceo classico di Avellino. Entrato nella Scuola sottufficiali dei carabinieri a Firenze nel 1924, venne nominato sottotenente dopo la frequentazione dell’Accademia di Modena, nel 1932. Si laureò in giurisprudenza a Bologna nel 1937, dopo aver partecipato alla guerra d’Etiopia come attendente del Duca d’Aosta. Con lo scoppio della seconda guerra mondiale, venne assegnato al fronte russo nel 1941, con il grado di capitano. Tornato a Roma dopo la disfatta del fronte russo e una lunga marcia a piedi, è insignito della croce di guerra e nominato comandante della Compagnia tribunali. Con la moglie LIana Melley e la figlia Mirella abitò, fino al suo arresto, in via della Marranella 120, nella borgata omonima.
Il 25 luglio 1943, insieme al capitano Paolo Frignani – anche lui vittima della barbarie nazifascista alle Fosse Ardeatine – su comando del re Vittorio Emanuele III, arrestò Benito Mussolini.
Il 7 ottobre, giorno del rastrellamento e della deportazione dei carabinieri romani, venne convocato alla caserma Podgora, dove ricevette l’ordine di consegnarsi ai nazifascisti insieme ai suoi uomini. Intuendo quanto stava accadendo, Aversa fece cenno a tre ufficiali che lo avevano accompagnato di allontanarsi, consentendo loro di avvertire molti compagni, risparmiandoli dalla deportazione.
Sfuggito al rastrellamento aderì al Fronte Militare Clandestino, procurandosi documenti falsi con il cognome della madre e contribuendo alla costituzione della Banda Caruso. Insieme al capitano Frignani riuscì in poco tempo a costituire un numeroso gruppo di militari fra carabinieri, paracadutisti e guardia di finanza, con l’obiettivo di allacciare collegamenti con l’esercito Alleato e, contemporaneamente, eliminare gli ufficiali collaboratori della polizia nazifascista. Il 23 gennaio 1944, poche ore dopo lo sbarco di Anzio, fu arrestato in via giovan Battista de Rossi 20, insieme al capitano Frignani e Ugo de Carolis, comandante di Stato maggiore della banda Caruso. Nella casa di via della Marranella 120 venne arrestata anche la moglie, rilasciata tre giorni dopo.
Il 24 marzo 1944 venne assassinato alla Fosse Ardeatine, dopo giorni di torture e detenzione. Fu decorato di Medaglia d’oro all’onor militare.
Posa pietra d’inciampo 15 gennaio 2026 presso la sua abitazione via della Marranella 120.

Posizione su Mappa