Via Gianturco, 5 – Roma – Municipio II

RENATO VILLORESI
Nato 1917
Arrestato 18.03.1944
Assassinato 24.03.1944
FOSSE ARDEATINE

Ricordo di Renato Villoresi

Nato a Roma il 13 febbraio del 1917. Crebbe in una famiglia di militari che lo stimolò ad intraprendere egli stesso la carriera militare. Il padre Lorenzo, valoroso ufficiale pluridecorato, morì quando Renato aveva appena 11 anni. A 22 anni perse invece la madre Emma Tedeschi. Aveva due fratelli, Massimo, il maggiore ufficiale dell’esercito, e Lionello, il minore ufficiale della Marina.
All’entrata dell’Italia in guerra, Renato prestava servizio nel 13° Artiglieria “I Granatieri di Sardegna” e di lì a poco si sarebbe laureato in Ingegneria.
Partecipò alla guerra in Russia e poi nei Balcani
Dopo l’8 settembre e l’occupazione da parte dei tedeschi della città di Roma, Renato prese parte ai combattimenti a capo della sua batteria di granatieri, sul ponte della Magliana rimanendo ferito ad una gamba. Fu ricoverato all’Ospedale militare del Celio per due mesi. Prese parte attiva alla Resistenza entrando nel gruppo militare clandestino “Fossi” in cui svolse una proficua attività di raccolta informazioni e di controspionaggio.
Il 18 marzo 1944 fu arrestato in Via Gianturco 5 a Roma, nonostante il fratello Massimo si fosse offerto al suo posto. Venne rinchiuso nel carcere di Via Tasso dove fu torturato senza pietà. Dopo i fatti di Via Rasella il comando tedesco ordinò la rappresaglia con l’uccisione di dieci italiani per ogni tedesco ucciso. Furono presi i prigionieri di Via Tasso oltre quelli del carcere di Regina Coeli e caricati sui camion. Furono condotti alle Fosse Ardeatine e il 4 marzo del 1944 vennero fucilati.
Il fratello Massimo non avendo più notizie cercò informazioni su Renato a livelli diversi. Quando il Santo Padre alle sue domande insistenti lo abbracciò Massimo capì che per Renato non c’era più nulla da fare. Come fratello non si diede pace fino a quando intorno agli anni ’70 non venne intitolata una scuola a Renato.
Oggi a Roma c’è una piazza e una caserma dei carabinieri a lui dedicate.
Nessun membro della famiglia Villoresi, non avendo avuto eredi, risiede più a Roma.
Il 26 gennaio del 2006 è stato presentato un libro a lui dedicato presso la scuola “R. Villoresi” a Roma

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