Via Crescenzio 2 – Municipio I

RENZO GIORGINI
Nato 1887
Arrestato 16.3.1944
Assassinato 24.3.1944
FOSSE ARDEATINE

Renzo Giorgini (11 aprile 1887) avrebbe compiuto 57 anni pochi giorni dopo l’eccidio delle Fosse Ardeatine. Sposato con Fortuna Rotti, padre di tre figlie, Giorgia, Eutilia e Renza, all’epoca appena ventenni le prime due e la terza ancora più piccola. Originario di Albano Laziale, vive e studia ad Ariccia. Per le sue spiccate capacità diventa direttore dell’Officina zincografica romana; successivamente, nel 1919, viene eletto presidente della Federazione del libro e Segretario del sindacato dei fotoincisori. Si iscrive al Pcd’I e, da lì, comincia la sua impegnata vita politica. Durante il fascismo viene schedato come comunista nel Casellario politico centrale, ove si annota che “gode di buon fama, carattere serio e buona educazione”.

Nel 1925, durante alcune perquisizioni, vengono trovati in casa la tessera del Pcd’I e materiale di propaganda. Nel 1928, la Questura di Roma rileva che occultamente esercita attività di propaganda, essendo oppositore del Governo Nazionale e al fascismo. Dopo alcuni avvenimenti a seguito dei quali Renzo rischia il confino, viene sottoposto a vigilanza permanente, in ottemperanza alla quale la Questura ammette che, pur tenendo fede ai suoi valori, si astiene dal farne propaganda.

Dopo l’armistizio dell’8 settembre del 1943 Renzo mette a disposizione la sua zincografia “Giorgini” – sita in via Ripetta, 50 – per stampare il foglio clandestino Stella Rossa e per produrre altro materiale utile al partito.

La mattina del 16 marzo 1944 un drappello di SS guidato da un delatore irrompe nell’ufficio: i militari non trovano nulla, ma Renzo Giorgini viene comunque arrestato sotto gli occhi atterriti della figlia Eutilia, di venti anni, appena compiuti. Viene tradotto in carcere con il suo grembiule di lavoro grigio e il basco blu in testa. Portato a Via Tasso, cella 19, torturato (colpito a un occhio, perde la vista) e inserito nella lista Kappler che l’agente della Gestapo e capitano Erich Priebke aveva provveduto a redigere. 

La famiglia resta senza avere notizie del loro congiunto fino a qualche tempo dopo con un telegramma nel quale era scritto in tedesco: Renzo Giorgini è morto.

Matteo Lariccia 

Foto di Arte in Memoria

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