Via Bruxelles, 67 – Municipio II

SABATO MARTELLI CASTALDI
Nato 1896
Arrestato 17.1.1944
Assassinato 24.3.1944
FOSSE ARDEATINE

Generale della Regia Aeronautica, di anni 47. È nato a Cava de’ Tirreni (SA) il 19 agosto 1896 dall’avvocato Sabato Castaldi, la cui moglie Emma è ricoverata in una casa di cura, e da Argià Martelli, la governante di casa di cui il padre s’innamora. I due figli nati dalla loro relazione, Sabato e Mario, vengono registrati col cognome materno, al quale poi nel 1922 sarà aggiunto quello paterno.
È coniugato con Luisa Barbiani ed ha tre figli. Vittoria, Giorgio e Sabatino.
Risiede a Roma, nell’attuale quartiere Parioli, in via Bruxelles, 67.
Dopo aver frequentato la Regia Accademia militare di Torino nel 1915 (dove conosce Roberto Lordi, al quale sarà legato tutta la vita), ad aprile 1916 è inviato, con il grado di sottotenente della settantatreesima compagnia zappatori, al fronte, dove consegue, oltre al grado di tenente, una medaglia di bronzo al valor militare per essersi distinto nei combattimenti nella fase di sfondamento sull’Isonzo.
Nel 1917, a prima guerra mondiale ancora in corso, decide di passare alla componente area del Regio esercito e, superate le selezioni, nel 1918 svolge oltre cento voli nel territorio occupato dal nemico, venendo premiato con una medaglia d’argento e una di bronzo al valor militare.
Nel 1923 passa alla Regia Aeronautica, appena costituita, e viene nominato capitano.
Nel 1928 partecipa alla Crociera aerea delle capitali europee e quattro anni più tardi il Ministro dell’Aeronautica, Italo Balbo, lo chiama a ricoprire l’incarico di suo capo di gabinetto, durante il quale organizza la Crociera area celebrativa del decennale della fondazione della Regia Aeronautica.
Come il suo amico Lordi, scala rapidamente i gradi dell’Arma aeronautica fino a diventare, nel 1933, generale di brigata area, il più giovane ufficiale a essere designato per quel ruolo.
Dopo il trasferimento di Balbo in Libia in qualità di governatore, nel febbraio del 1934 Martelli Castaldi cade vittima di una campagna diffamatoria, che determina il suo sollevamento dall’incarico di capo di gabinetto. Nel successivo mese di ottobre invia a Mussolini, un dettagliato rapporto, nel quale denuncia l’inefficienza e l’arretratezza dell’aviazione e le modalità con cui il nuovo sottosegretario Valle tenta di nascondere il reale stato dell’Arma. A seguito di tale rapporto viene collocato a riposo senza stipendio e sottoposto a vigilanza.
Dopo una breve e infruttuosa esperienza lavorativa in Africa Orientale, accetta la proposta dell’imprenditore Stacchini e si impiega presso il Polverificio di proprietà di quest’ultimo fino a diventarne direttore tecnico – amministrativo.
Dopo l’armistizio con gli Alleati, Martelli Castaldi, insieme all’amico Lordi, imbraccia nuovamente le armi a Porta San Paolo e s’impegna nella lotta all’esercito occupante, collaborando sia con il Fronte Militare Clandestino, sia con le bande partigiane alle quali fornisce, unitamente a Lordi, l’esplosivo sottratto dal Polverificio Stacchini, oltre a partecipare, sempre in compagnia di Lordi, a rischiose azioni di sabotaggio e ad attività di intelligence in favore degli eserciti alleati.
Ben presto i nazisti cominciano a nutrire sospetti su entrambi e il 17 gennaio 1944 si recano al Polverificio per arrestarli. Non rintracciandoli, fanno prigioniero il titolare dell’azienda. A quel punto, per consentire il rilascio di quest’ultimo, Lordi e Martelli Castaldi si presentano alle Autorità germaniche che li rinchiudono entrambi a via Tasso, dove vengono pesantemente torturati.
Il 24 marzo 1944 è nella lista di Kappler tra i detenuti a disposizione dell’Aussen – Kommando, sotto inchiesta di polizia.
È stato insignito della medaglia d’oro al valor militare alla memoria.  

Maurizio Rocco Lazzari
(dati tratti da M. Avagliano, M. Palmieri, Le vite spezzate delle Fosse Ardeatine, Einaudi, Torino, 2024)

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